La sua ultima partita col Barisardo e forse della carriera è finita col gesto che preferisce, una rabona . Ora che è terminata Gianmarco Forma si guarda alle spalle e analizza una stagione da ricordare per mille motivi.1. come mai rendimento altalenante tra andata e ritorno?
Nel girone di andata eravamo al completo, stavamo bene fisicamente, giocavamo bene, nel girone di ritorno invece abbiamo avuto diversi infortuni, perso alcuni giocatori per le regole anti Covid e non siamo stati fortunati.
Detto questo, non mi piace creare alibi, nonostante tutto potevamo e dovevamo fare di più.
A livello tecnico, potenzialmente eravamo da secondo posto, lo abbiamo dimostrato nel girone di andata, nel girone di ritorno sono usciti fuori i nostri limiti, alla fine abbiamo anche cambiato mister, e questa è stata una grande sconfitta, soprattutto per noi giocatori che scendiamo in campo.
Il calcio è uno sport di squadra, ma è comunque un insieme di singoli, se ognuno di noi avesse fatto il proprio dovere non sarebbe mai successo.
Io mi prendo le mie responsabilità.
Potrebbe sembrare un fallimento, considerando la squadra che avevamo, purtroppo il calcio è troppo imprevedibile, ci sono troppe variabili, spesso incontrollabili.
2 per te una stagione strepitosa con 14 gol e 13 assist quali ricordi con più piacere?
A livello di "numeri" è stata una stagione positiva, ma è solo apparenza, perché dovevo fare di più, ho anche avuto dei problemi fisici e ho saltato diverse partite.
Questo dimostra che i numeri non sono sempre lo specchio della realtà, soprattutto nel calcio.
Ricordo con immenso piacere il goal che ho fatto a Dorgali il giorno che è nata mia figlia, e l'assist per il 4-3 a Baunei, stavamo perdendo 3-0, siamo riusciti a ribaltare il risultato con una prova di grande maturità.
Inoltre ricordo la partita vinta 3-1 a Galtellì, eravamo in piena emergenza, con diverse assenze "pesanti", grande vittoria contro una bella squadra.
3 sei diventato famoso per le rabone come nasce questa passione e perché ti piace?
È un gesto tecnico che nasce in modo spontaneo, da bambino ho scoperto questo modo di calciare, mi piaceva fare cose difficili e non ordinarie, perché pensavo, e penso che uno spettatore paghi il biglietto per vedere giocate spettacolari, possono essere dribbling, tiri in porta, lanci, belle parate, anticipi in fase difensiva, goal, contrasti duri ma puliti, colpi di testa, duelli, passaggi chiave che creano disagio alle linee avversarie.
Non credo che un tifoso preferisca vedere passaggi senza senso, lanci in tribuna, falli, simulazioni, proteste, risse.
È il gesto tecnico che si vede meno frequentemente, perché è il più difficile da eseguire, secondo me è il più spettacolare, oltre una buona tecnica, serve equilibrio, tempismo, acrobazia, elasticità fisica e mentale.
La rabona l'ho sempre fatta in modo spontaneo, mi veniva naturale, comodo, a prescindere dal risultato, mai per prendere in giro gli avversari.
Con la rabona ho tirato punizioni, rigori, calci d'angolo, cross, passaggi.
Ho sempre ammirato il calcio sudamericano, perché praticano un calcio da "strada", come lo giocavo io da bambino, tutto il giorno, tutti i giorni, con grande passione ed entusiasmo.
Alcune persone si sono innamorate di questo gesto tecnico, mi hanno anche scritto, mi fa piacere.
Per me lo sport deve essere fatto per divertirci noi stessi, e divertire chi ci guarda, con l'obiettivo di giocare bene e vincere, perché la competizione è stimolante, per migliorare sotto tutti i punti di vista.
4 un giudizio sul girone?
Mi sono divertito, quasi tutte le squadre hanno praticato un calcio propositivo, puntando sulla costruzione dal basso, attaccando con tanti uomini, facendo un pressing offensivo.
Ormai esistono poche squadre che schierano i suoi giocatori tutti in difesa, aspettando nella loro metà campo, attaccando solo con una transizione positiva.
A livello geografico ho visitato paesaggi fantastici, una parte della Sardegna che non conoscevo tanto.
A livello calcistico il Barisardo ha fatto un campionato pazzesco, in tutta la mia "carriera" non mi sono mai trovato in difficoltà come contro questa corazzata costruita da un grande Presidente, Roby Ibba.
Mi è piaciuto tanto lo stile di gioco del Tuttavista, dello Jerzu e della Dorgalese nonostante la retrocessione, hanno un gran futuro.
5 prossimo anno cosa farai ?
Al 99,9 % non giocherò, ho 37 anni, forse è giunto il momento di smettere.
Mi piacerebbe fare altre esperienze sempre all'interno del mondo del calcio, magari con altri ruoli.
Sono orgoglioso di aver giocato a Orani, sono stato benissimo, sono stato accolto in maniera straordinaria, ho costruito nuove amicizie.
La cosa che mi da più soddisfazione è la crescita di alcuni ragazzi di Orani, spero di aver trasmesso tutta la mia passione per questo magnifico sport.

link della rabona a Ovodda

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