Intervista a Giorgio Muggianu

Giorgio Muggianu il primo in alto da destra
AMARCORD-

Quando i risultati non arrivano si dice che il primo a pagare è l'allenatore, invece quell'anno lui rimase in panchina e alla fine la fiducia venne ripagata con un piazzamento finale impensabile. Giorgio Muggianu ha allenato solo nella stagione 1998 199 ma è stato protagonista di una impresa unica.

1. hai vissuto una sola stagione a Orani ma molto intensa, ce la racconti
Se dovessi dargli un titolo sarebbe “una stagione dai due volti”.. Iniziammo io e Sergio il preparatore con molto entusiasmo, trovando disponibilità iniziale da parte di tutti. Noi arrivavamo da un campionato di eccellenza con la Corrasi calandoci nella prima categoria con l’impegno dovuto e consapevoli delle diverse dinamiche che avremmo potuto incontrare. Ricordo che la difficoltà maggiore fu quella di doverci adattare ai due allenamenti piuttosto che tre ai quali eravamo abituati. Cambia totalmente il modo di lavorare. Hai meno tempo per conoscere i ragazzi e per assemblare la squadra. Il periodo della preparazione non basta, soprattutto per adottare il modulo a zona. Trovammo un gruppo di ragazzi con una qualità importante come l’istinto. L’istinto a volte ti fa fare cose incredibili e altre invece crea delle problematiche. Si trattava quindi di cercare di organizzare e razionalizzare questa qualità.. Ma per far ciò ci vuole tempo e nel mentre però si gioca e i punti bisogna farli. Noi ne facevamo pochi e quindi questo complicava il lavoro perché anche involontariamente i ragazzi iniziavano a perdere fiducia in ciò che gli proponevamo. A Natale determinante fu l’intervento della Società che disse sia a noi tecnici che alla squadra di continuare a lavorare perchè eravamo sulla strada giusta nonostante fossimo al penultimo posto. Una grossa mano ci dette anche l’arrivo del difensore Salvatore Caria che diede nuovo e importante impulso alle dinamiche di spogliatoio. Da quel momento li iniziò la nostra rimonta in classifica che ci portò più entusiasmo e il quarto posto finale in classifica. L’esperienza vissuta in quell’anno (per me molto costruttiva) mi confermò ancora una volta che i risultati si ottengono con il contributo di tutte le componenti che remano dalla stessa parte. Si erano gettate le basi per poter continuare il lavoro nella stagione successiva ma purtroppo cambiò l’assetto societario e la collaborazione con l’Orani terminò con mio grande rammarico lasciando in pratica il lavoro a metà.
2. quale è il ricordo più bello?
Senz’altro quando un Presidente e un direttivo che nel momento in cui la squadra a Natale si ritrova al penultimo posto in classifica, dicono a me e a Sergio Il preparatore, di andare avanti col nostro lavoro perché hanno fiducia in quello che facciamo…Siamo arrivati quarti a fine stagione.. Indimenticabile il rapporto con la società in quel momento.. Grazie ancora.
3. dei giocatori che hai avuto chi ti ha colpito?
A me piacciono i giocatori che mostrano grande passione, voglia di lavorare e continua ricerca di migliorarsi. Senza voler fare graduatorie di merito cito un giovane di allora; Tore Rocca e uno meno giovane, Il capitan Mureddu. Erano entrambi un esempio e avevano queste caratteristiche. Anche l’apporto di alcuni giocatori esterni quali Seddone, Sechi, Floris e Pitzalis insieme agli altri locali Cossu, Congiu, Noli, i due Argiolas e i due Nivola fu fondamentale nel mostrare ai più giovani la strada giusta per raggiungere il meritato risultato . Spero di non aver dimenticato nessuno e me ne scuso in anticipo.
4. quale era il rapporto con la dirigenza
Direi ottimo sia per la stima reciproca che per la lealtà nel rapporto. Poi come tutti gli allenatori non si può ricevere la stima incondizionata di tutta la dirigenza soprattutto in situazione di classifica precaria. Ma questo vale anche per gli allenatori di serie A..
5. come mai hai deciso di dedicarti solo ai giovani
Dedicarsi ai giovani è come costruire una casa dalle fondamenta. La progetti, la vedi crescere, apporti modifiche per migliorarla in corso d’opera e alla fine vedi il risultato. Un risultato che ha molto di ciò che ci hai messo tu con impegno, passione e competenza. Il massimo della gratificazione lo raggiungi quando dopo tanti anni il ragazzino diventato adulto (anche se non campione) ti ricorda con piacere e ti ringrazia per ciò che gli hai insegnato.. Bellissimo.. Allenare tra gli adulti (tra i dilettanti) è ugualmente gratificante ma il risultato non dipende solo dal tuo lavoro, ci sono tante variabili indipendenti dalla tua volontà. Insomma per usare lo stesso termine di paragone, è come acquistare una casa già costruita che devi solo gestire e arredare nel modo migliore cercando di sbagliare il meno possibile.
6. la partita migliore fu con...
Se la memoria non mi inganna in trasferta a Benetutti. Oltre la vittoria ( 5 a 0 se non sbaglio) giocammo veramente bene. Non mi chiedere chi fece goal perché proprio non ricordo. Il giorno la squadra si comportò come un orologio svizzero…
7. e quella che ti lasciò più rimpianti
Per un tecnico non devono esistere partite che lasciano rimpianti ma solo partite che nel bene e nel male ti lasciano un ulteriore bagaglio di esperienza utile per affrontare le successive.
8. con chi sei rimasto in contatto?
Ho avuto l’occasione di rincontrare sia il Presidente Marratzu che il Segretario Francesco Pinna col quale sono in contatto su Facebook. Da avversari nelle gare di settore giovanile anche il dirigente Francesco Mou. Dei giocatori in contatto su Facebook col Capitan Mureddu e a volte Alessandro Cossu. Tutte splendide persone e bellissimi ricordi nei rapporti.
9 .torneresti ad allenare?
Anche domani mattina, ma purtroppo non posso e non dipende da me.. Bisogna saper accettare i momenti della vita cosi come è scritto.
10. un messaggio finale
Non posso che complimentarmi con la Società Orani che compie i 50 di attività. Oggi con i chiari di luna nel mondo dilettantistico con risorse finanziarie sempre più esigue, resistere e portare avanti le attività sia di prima squadra che di settore giovanile è diventato quasi un impresa. Grazie a dio le attività dilettantistiche trovano linfa grazie al mondo del volontariato che con passione e dedizione permette a tanti giovani e non di praticare il calcio che sta al primo posto in Italia come numero di atleti. L’augurio che posso fare è che la Società possa arrivare a festeggiare i 100 anni di attività. FORZA ORANI E W IL CALCIO…

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