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| Bastiano Campus il primo in alto da sinistra |
Da dirigente ha voluto dare continuità al lavoro iniziato dal padre, Mauro , che da il nome a suo figlio. Bastiano Campus ha sempre avuto due priorità: la valorizzazione del settore giovanile come punto di riferimento territoriale e la realizzazione del campo in sintetico. Se dal primo aspetto può ritenersi soddisfatto, visto che in prima squadra militano finalmente tanti giovani cresciuti nella scuola calcio, la questione del campo da gioco resta ancora sospesa.
L'ODISSEA DEL CAMPO."Personalmente ricordo poco dell'anno di fondazione in quanto nel 1966 avevo un anno. Tra i ricordi mi affiorano le lunghe trasferte in paesi lontani a seguire la squadra e l'impegno fisso domenicale durante tutta l'infanzia. Ricordo piacevolmente tutto il tempo trascorso con mio padre che divideva le sue passioni tra calcio e pesca. L'esperienza dirigenziale di mio padre inizia qualche anno prima dell'affiliazione , anni in cui si riuscì a formare una squadra che partecipó a dei piccoli campionati estivi. Nel 1966 vi fu la prima affiliazione alla Figc e l'iscrizione al primo campionato di terza categoria giocato nel campo della Valchisone che era alquanto approssimativo ed irregolamentare. Nonostante tutto vinsero quel campionato con la conseguenza che per poter giocare in seconda categoria vi era la scelta obbligata di realizzare un nuovo campo in tempi strettissimi, durante il periodo estivo, visto e considerato che in zona ad eccezione di Nuoro, Oliena , Dorgali e Bitti, non vi erano altri campi da gioco regolamentari. Fu individuato il terreno dove poi è stato realizzato il campo ma vi furono non pochi problemi. Il terreno, di proprietà della famiglia Nieddu/Mastinu era concesso in affitto a Domenico Borrotzu e questo era il primo ostacolo. Ci fu una lunga mediazione tra con i proprietari e l'afittuario per convincere entrambi a rinunciare al terreno. Grazie all'intervento di Nanneddu Basciu, amico di mio padre, e dell'allora sindaco Gigi Aru, si riuscì dopo lunghe trattative ad acquisire il terreno e rimaneva a quel punto l'onere di dover costruire in tempi brevi un campo di gioco senza fondi ne finanziamenti. Tutto il paese collaboró e con il contributo dei mezzi e degli operai della Soim e della Valchisone si cominciò a sbancare. In tre mesi di lungo lavoro riuscirono a realizzare quanto stretto necessario per poter giocare e degli spogliatoi costituiti dalle sole mura perimetrali ed il soffitto. Grazie a Rojch si trovarono i primi contributi, pari a 5.700.00 mila lire, con i quali si riuscirono a pagare le spese vive dei materiali utilizzati. Il campo fu miracolosamente omologato dalla FIGC e si poté disputare ad Orani il primo campionato di seconda categoria per là neo formazione locale. Fu un campionato molto impegnativo visto e considerato che si dovettero affrontare delle lunghe trasferte quali Mogoro, Riola Sardo, Pauli Arbarei, Samassi per citarne alcune. Agli inizi degli anni settanta, con la lottizzazione di Sae Mastio e dei terrei adiacenti al campo vi fu la concessione del comune per l'ampliamento del terreno di gioco che fu reso idoneo alle misure regolamentari.Pur di rispettare la natura, quei dirigenti rinunciarono a guadagnare soldi dall'abbattimento di alcuni alberi che ancora oggi proteggono l'impianto dalle intemperie del vento".
UN SOGNO ANCORA INCOMPLETO. "Il sogno di mio padre e dei suoi compagni fondatori della società sportiva, Antonio Tolu, Salvatore Lutzu, per citarne qualcuno, era quello di veder completato il campo magari veder realizzato il manto erboso o sintetico e le tribune.
Io per quanto mi riguarda ho cercato nella mia esperienza da dirigente di portare a termine questo progetto ma purtroppo con grande amarezza ciò non è stato possibile grazie alle disattese promesse della classe politica che non è stata in grado di realizzare quanto promesso per due legislature. È mancata evidentemente la volontà che contrariamente alla maggioranza dei paesi della zona come Fonni e Oliena è stata rilevata consentendo a tutte quelle società di avere un campo di gioco adeguato.
Auguro ai giovani che ora mandano avanti i colori della nostra società sportiva di riuscire a completare l'opera ed auspico alle future amministrazioni di porre come priorità il completamento di questo impianto che una volta ultimato sarebbe sicuramente tra i più qualificati della regione sia per posizione, altitudine nonché bellezza naturale essendo circondato da una vegetazione di indiscussa bellezza".

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